Pensieri Naturalistici

”La natura non fa nulla di inutile.” Aristotele (384-322 a.C.), filosofo greco.

L'Hacking

La tecnica prevede che i giovani nati in cattività ed allevatiesclusivamente da genitori vengano trasferiti, prima del termine dello svezzamento, in cavità su pareti rocciose o nidi artificiali (hack box) nei siti di rilascio (hack site), ed alimentati da operatori senza contatti diretti con gli animali, sino all’involo  ed all’acquisizione dell’autonomia alimentare. In tal modo l’hacking salvaguarda e tutela nei piccoli, nati in cattività e liberati in natura, le caratteristiche comportamentali biologiche e riproduttive tipiche di specie.

 

Queste operazioni sono state effettuate nell'ambito del Programma Operativo Regionale - Puglia:

Unione Europea      Lipu      Comune di Laterza    Regione Puglia
POR Puglia 2000-2006 misura 1.6 - Linea di intervento 2
PIANO D’AZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEL CAPOVACCAIO e azioni di conservazione del GRILLAIO, NIBBIO REALE e NIBBIO BRUNO NELLA ZPS p-SIC “AREA DELLE GRAVINE”

ATTIVITA' DI HACKING 2004 - LAERTE, STORIA DI UN CAPOVACCAIO DALLA GRAVINA DI LATERZA ALL'AFRICA

Questa la storia scritta dalla Provincia di Grosseto sulla liberazione del Capovaccaio Laerte alla Gravina di Laterza, Oasi LIPU, avvenuta il 2 Agosto scorso.
Andrea Mazza - uff. stampa

Un giovane avvoltoio capovaccaio, nato in cattività in Toscana, è stato liberato in Puglia grazie ad un accordo tra Provincia di Grosseto, WWF, Regione Puglia, LIPU e Comune di Laterza.
Avvistato in migrazione nell'Isola di Marettimo, alle porte dell'Africa, a 650 Km dalla zona di rilascio.

Il 2 agosto 2004 rimarrà una data storica per gli ornitologi italiani e per tutti coloro che si battono per la salvaguardia della natura e della biodiversità a livello europeo.
Laerte in Volo Quel giorno un giovane capovaccaio maschio nato in cattività in Toscana è stato liberato in Puglia, per aiutare questa specie di avvoltoio che in Italia corre il rischio di estinguersi.
Tutto è nato grazie alla disponibilità dell'Assessore alla Conservazione della Natura della Provincia di Grosseto, Gian Carlo Bastianini, che ha aderito con entusiasmo alla richiesta formulata dalla Regione Puglia, Ufficio Parchi e Riserve Naturali, di liberare nella spettacolare Gravina di Laterza (TA), l'ultimo capovaccaio nato nel Centro di Riproduzione di Semproniano (GR), centro gestito dal WWF Toscana per conto della Provincia di Grosseto.
La Gravina di Laterza è un'area protetta gestita dalla LIPU nella quale è in corso un Progetto POR-Puglia "Piano d'azione per la conservazione del Capovaccaio nella ZPS-pSic Area delle gravine", curato dal Comune di Laterza. Quindi un'area dove tutti gli elementi ambientali giocavano a favore di questa liberazione.
Il primo passo verso la liberazione di Laerte è stato il suo trasferimento, a circa due mesi di età, da Semproniano a Laterza effettuato da Guido Ceccolini, direttore del Centro di riproduzione WWF di Semproniano (GR), non prima di averlo dotato di anelli di riconoscimento a cura dell'ornitologo Paolo Politi, inanellatore dell' Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, ente che ha dato parere favorevole all'operazione.
Nella Gravina di Laterza tutto era stato predisposto dal responsabile dell'Oasi LIPU Vittorio Giacoia, da Filippo Bellini, responsabile del Progetto POR Capovaccaio, e da Tonio Sigismondi, naturalista della Regione Puglia, i quali con l'aiuto di due speleologi avevano preparato un nido in una cavità rocciosa ed individuato le aree di alimentazione e di controllo.
Il giovane Laerte è stato messo nel nido, dove è rimasto per circa una settimana, rifornito di cibo ed acqua grazie ad un sistema che ha evitato il contatto dell'animale con gli esseri umani, e controllato da una piccola telecamera.
Questo periodo di ambientamento nel nido è risultato fondamentale perché l'animale memorizzasse l'area circostante e la riconoscesse come luogo di nascita per tornarvi a nidificare in futuro, come accade per i giovani capovaccai nati in libertà.
Durante tutto il periodo di ambientamento uno staff di ricercatori, composto da Guido Ceccolini e Anna Cenerini del WWF, Vittorio Giacoia e Filippo Bellini della LIPU, Tonio Sigismondi, ornitologo e consulente della Regione Puglia, e Giovanni Zaccaria, documentarista, hanno assistito Laerte e seguito ogni suo movimento, ricavando un'interessantissima mole di dati e immagini video che documentano questo evento storico, dati utili per futuri rilasci previsti nel meridione d'Italia ed in Toscana meridionale.
Il 7 agosto Laerte ha finalmente compiuto il suo primo volo sotto lo sguardo discreto ed emozionato delle persone coinvolte nell'operazione. Nei giorni seguenti si è alimentato in punti appositamente riforniti di cibo ed ha via via aumentato la durata dei propri voli e la distanza percorsa; comunque è sempre tornato nell'area del nido per alimentarsi e riposare, a riprova che il metodo di rilascio (Hacking) aveva raggiunto il suo scopo.
Interessante l 'interazione con i numerosi rapaci presenti ma soprattutto con un adulto di capovaccaio che ogni giorno andava a trovarlo, compiendo con lui voli acrobatici.
Il 22 agosto Laerte, contemporaneamente all'adulto, ha lasciato la Gravina di Laterza per iniziare un lungo ed avventuroso volo migratorio verso l' Africa subsahariana.
Con una fortuna davvero insperata l'ornitologo Fabio Mastropasqua lo ha avvistato il 2 settembre all'Isola di Marettimo, di fronte alla Tunisia, mentre stava migrando in compagnia di alcuni adulti verso la Tunisia: una straordinaria conferma che l'azione è pienamente riuscita. Laerte è stato riconosciuto con certezza per l'anello blu con scritta bianca "IBT" sulla zampa sinistra e tre penne remiganti decolorate sull'ala sinistra.
La riproduzione in cattività del capovaccaio è estremamente difficile e richiede tempi lunghissimi, come avvenne nei primi anni della reintroduzione dell'avvoltoio gipeto nelle Alpi, ma rappresenta una delle strade da percorrere per evitare l'estinzione della residua popolazione meridionale, ormai ridotta a circa quindici coppie, e per ricostituire la popolazione della Toscana meridionale, scomparsa attorno al 1970.

ATTIVITA' DI HACKING 2005

Nel Centro di riproduzione del Capovaccaio sono giunti tre pulcini di capovaccaio di origine turca. I tre pulcini, sono nati da uova rubate da un bracconiere in Turchia, portate in Grecia e da qui prelevate da un corriere tedesco, per conto di un trafficante di animali austriaco, e trasferite in nave il 14 maggio scorso sino al porto di Ancona. Questo traffico illegale è stato fortunatamente interrotto al porto di Ancona dalla Guardia di Finanza, dalla Dogana e dal nucleo operativo CITES del Corpo Forestale di Ancona, che hanno sequestrato 8 uova di capovaccaio e 4 di cicogna nera. Tre delle uova di capovaccaio sono riuscite a schiudersi presso il Parco-Zoo di Falconara e successivamente affidati al Centro di Semproniano.
Il pulcino “maggiore”, di circa 18 giorni, al momento della consegna ormai totalmente abituato al contatto con l’uomo (imprintig), non potrà essere liberato ma è stato inserito nel progetto di riproduzione in cattività. Il pullus “mediano” (chiamato Alì) fu affidato subito alle cure della coppia di Capovaccai Modesto ed Elena che lo ha immediatamente adottato. Il pulcino più piccolo (Turchino) è stato allevato per circa 10 giorni dai responsabili del centro e poi è stato anch’esso affidato a Modesto ed Elena. L’adozione, perfettamente riuscita, ha permesso ai due pullus turchi di non avere problemi di addomesticamento che potrebbero alterarne il comportamento e compromettere la possibilità di liberarli.
Visto il successo dell'adozione, la Procura della Repubblica di Ancona ha l'autorizzato la liberazione da effettuarsi nella Gravina di Laterza, secondo il protocollo Hacking già positivamente collaudato con la liberazione di Laerte nel 2004.
I giovani maschi di capovaccaio prima del loro trasferimento da Semproniano a Laterza sono stati inanellati con anello metallico INFS ed anello in plastica blu con la scritta bianca "ICB” (Alì) e “ICC”(Turchino), e sono state decolorate alcune penne remiganti dell'ala per facilitarne il loro riconoscimento in volo (Fig. 4).

Fig. 4 Schema di riconoscimento dei marcatori predisposti
Fig. 4 Schema di riconoscimento dei marcatori predisposti


Il sito è stato allestito in modo da poter fornire dal piano campagna, cibo ed acqua a giovani capovaccaio mediante due tubi posizionati lungo la parete della gravina in modo da evitare qualsiasi contatto tra gli operatori e i giovani durante la sua permanenza nel nido.

All’interno del nido è stata posizionata una telecamera b/n per poter controllare gli animali all’interno del nuovo nido allestito. Inoltre è stata posizionata una rete di protezione nella parte anteriore della cavità per evitare che potessero involarsi durante l’operazione di immissione nel nido, quando ancora non sarebbero ancora stati pronti per l’involo e senza aver prima ben memorizzato l’area di rilascio (fig. 5).

Fig. 5  Nido allestito su parete
Fig. 5 Nido allestito su parete


A circa 60 giorni i due giovani, inanellati e con alcune penne decolorate, sono stati caricati su di un elicottero (fig. 6) messo a disposizione del Corpo Forestale dello Stato, e trasportati da Semproniano (GR) all'Oasi LIPU Gravina di Laterza (TA).

Fig. 6  Arrivo all’Oasi LIPU della Gravina di Laterza dei due  giovani Capovaccai
Fig. 6 Arrivo all’Oasi LIPU della Gravina di Laterza dei due giovani Capovaccai


Una volta giunti a Laterza, prima del rilascio, sulla timoniera centrale dei due individui di Capovaccaio, è stata posizionata una radio trasmittente, per poterli seguire più facilmente durante la fase di involo ed eventualmente poterli recuperare qualora fossero sorti problemi.
Immediatamente dopo i due giovani sono stati subito inseriti nella cavità predisposta, dotata di telecamera di controllo (Fig. 7).

Fig. 7 Monitor di controllo della cavità naturale in parete,  allestita come hacking box
Fig. 7 Monitor di controllo della cavità naturale in parete, allestita come hacking box


Per i primi 10 giorni gli individui sono rimasti nel nido allestito con un controllo continuo dalle 06.00 del mattino fino al tramonto. Le osservazioni sono state condotte dal monitor collegato alla telecamera posizionata nel nido e da una postazione nascosta sul versante opposto della gravina.
Durante questa fase, si è proceduti ad alimentare i giovani di capovaccaio, fornendo loro tramite i tubi predisposti circa 200 gr di carne /gg. e l’acqua.
Durante questo periodo i giovani hanno trascorso molto tempo a osservare il nuovo ambiente e ad effettuare gli esercizi classici di preparazione al volo e potenziamento della muscolatura alare.
Dopo 10 giorni di ambientamento, è stata tolta la rete ed i giovani Alì e Turchino hanno lasciato, in tempi diversi, la cavità involandosi.
Dopo due giorni dalla rimozione dalle rete è avvenuto il primo volo di Alì, e dopo altri tre giorni è avvenuto l’involo del più piccolo della covata, Turchino.
A differenza dell’esperienza svolta nel 2004, si è notato una migliore capacità di volo già dalle primissime fasi dei due giovani turchi, rispetto al giovane rilasciato nel 2004, riconducibile all’età diversa, superiore di circa 15 giorni al momento della rimozione della rete.
I due hanno continuato a restare vicini anche dopo l’involo (fig. 8), allontanandosi gradualmente dalla cavità nido, cosi come avviene in natura. Durante questi giorni l’alimentazione è avvenuta lasciando la carne su rocce a distanze man mano maggiori dal nido, imitando il comportamento che i genitori hanno in natura per spingerli a volare e ad esplorare nuove aree.
Il 6 settembre Alì ha iniziato la migrazione, seguito il giorno dopo da Turchino.

Fig 8. I  due giovani avvoltoi, prima della partenza, posati sul ciglio della gravina
Fig 8. I due giovani avvoltoi, prima della partenza, posati sul ciglio della gravina

 

ATTIVITA' DI HACKING 2006

TORNA A VOLARE L'AVVOLTOIO DEGLI EGIZI

Si chiamano Barbara e Arianna e sono due femmine di capovaccaio, o avvoltoio degli Egizi. Due giovani esemplari nati in cattività in Toscana e liberati in Puglia, seguiti nella migrazione con radiosatellitari. In un mese hanno percorso oltre 4.500 km: destinazione Africa. Nate in cattività lo scorso mese di maggio nel Centro di riproduzione di Semproniano (GR), una struttura gestita dal Wwf Toscana con il sostegno della Provincia di Grosseto, Assessorato alla Conservazione della Natura.
Il 30 luglio scorso le due giovani sono state liberate nell'Oasi Lipu Gravina di Laterza (TA), con le stesse modalità che avevano permesso di liberare con successo nello stesso luogo, nel 2004 e nel 2005, altri tre giovani capovaccai: Laerte, Alì e Turchino. Anche quest'anno la collaborazione tra Provincia di Grosseto (Assessorato alla Conservazione della Natura), Regione Puglia, Comune di Laterza, Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, Wwf e Lipu ha permesso la realizzazione di un'operazione di rilascio molto complessa. Barbara ed Arianna sorelle nate da una coppia di capovaccai di origine spagnola, il 30 luglio scorso all'età di circa due mesi sono state prelevate dal nido del centro di riproduzione e trasferite nella gravina di Laterza (Taranto), dopo essere state dotate di anelli di riconoscimento, microchip e radio satellitari. Inoltre alcune penne delle ali sono state decolorate per rendere gli animali facilmente riconoscibili in volo.
Nella gravina di Laterza le due giovani sono state inserite in una cavità già attrezzata per poter fornire loro cibo ed acqua senza avere contatti con le persone e munita di una telecamera di controllo. Per circa una settimana le due giovani sono rimaste nel nuovo nido, trascorrendo così un periodo di ambientamento fondamentale perché permette loro di memorizzare l'area, per tornare a nidificarvi in futuro, come accade per i giovani capovaccai nati in libertà. Il 6 agosto Barbara e Arianna hanno iniziato a compiere i primi voli, al principio un po' incerte poi con una perizia sempre maggiore che le ha portate, nell'arco di una decina di giorni, a volare a lungo ed a quote così alte da farsi perdere di vista dallo staff di ricercatori che le ha seguite costantemente durante tutte le fasi del rilascio. Il rifornimento di punti di alimentazione nelle vicinanze del nido ha permesso ai due animali di non risentire della mancanza dei genitori.
Rotta di Migrazione del Capovaccaio rilasciato a Laterza - Hacking 2006 (Dati satellitari)
Le due giovani il 23 agosto hanno deciso che era il momento di lasciare la gravina per intraprendere la migrazione verso l' Africa. Quest'anno il lunghissimo e pericoloso viaggio delle due sorelle è seguito passo-passo grazie al fatto che sono state equipaggiate con radio satellitari che utilizzano il sistema Argos, fornite rispettivamente dall'Assessorato alla Conservazione della Natura della Provincia di Grosseto e dal Comune di Laterza, nell'ambito del Progetto POR-Puglia "Piano d'azione per la conservazione del Capovaccaio nella ZPS-pSIC Area delle gravine". I dati inviati dalle due radio satellitari sono di estremo interesse scientifico perché per la prima volta, riferisce il Wwf, si conoscono la rotta che seguono i capovaccai italiani e la loro area di svernamento.
Seguendo il filo di Arianna lungo ben 3.800 km, i ricercatori del Progetto Capovaccaio hanno scoperto che la meta finale dei capovaccai italiani è il Mali, nei pressi di Timbuctu. I segnali di Barbara invece indicano che essa indugia ancora in Sicilia in attesa di venti favorevoli per il salto verso l'Africa. Per quanto riguarda la salute della popolazione di capovaccaio, la specie è distribuita dall'Europa meridionale fino alla regione indiana e in Africa. Nel bacino mediterraneo la specie è quasi prevalentemente migratrice nidificante, anche se in Spagna, si è assistito dall'inizio degli anni ottanta alla rinascita di una popolazione svernante.
L'avvoltoio degli Egizi ha subito dall'inizio del secolo un costante calo della popolazione e regressione dell'areale di nidificazione, sparendo progressivamente da tutte quelle aree rappresentative del margine dell'areale e la cui sopravvivenza sembrava quindi legata all'ampiezza delle popolazioni nidificanti nelle regioni attigue. La popolazione europea più importante e numerosa è quella spagnola con 1.324/1.373 coppie stimate ma la popolazione reale sembra essere ancora maggiore.
In Italia la popolazione è attualmente ridotta a poche coppie, circa 8/15, tutte localizzate in Calabria, Basilicata e in Sicilia dove purtroppo si è assistito, nel volgere di pochi anni, ad un crollo vero e proprio della popolazione, che è passata dalle circa 20 coppie stimate nel 1989 alle attuali 3 coppie.

                                                                                                                    

                                                                              LIPU                          Provincia di Taranto              Comune di Laterza

 

                                                                                                             

                                                                                                 LIPU è Partner per l'Italia di BirdLife International

 

 

Oasi LIPU Gravina di Laterza  - Via Selva San Vito - 74014 - Laterza (TA) - +39 339 33 11 947 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.